Mi sono affacciato alla vita nell'atrio di ingresso di uno storico palazzo, residenza della mia famiglia da più generazioni, in via Cairoli a Genova, il 26 Giugno del 1958.
Mio padre quel giorno alla guida di una rombante moto Guzzi sidecar scorrazzava con mia madre, in dolce attesa seduta all'interno dell'abitacolo laterale, per le vie della città: fu il loro accelerato rientro, provocato da un improvviso e violento temporale a causare la mia prematura e rocambolesca nascita.
Ed è grazie alla signora Malerba, la madre del noto fisico astronauta italiano, abitante all'epoca nei locali all'ultimo piano dello stesso palazzo, che oggi sono qui su questo mondo: si occupò subito di me e diresse con maestria tutte le operazioni L'odore della trielina, dei colori a olio, dei pastelli mi entrò nei polmoni già al primo respiro. Nonna Maria, la madre di mio padre, lo spandeva abbondante per tutta la superficie del palazzo e oltre: dipingeva i tetti della città di Genova su grandi tele, uno al giorno, giorno dopo giorno.
Qualche protesta si generò all'inizio fra i vicini, a causa di quell'odore penetrante e intenso che impregnava tutta l'aria circostante, ma il tempo che tutto attenua andò piano piano ad acchetare tutte le lamentele |