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Vietato attraversare il sistema binario |
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GIULIO GALGANI
PERSONALE
Stazione BOVISA Milano
APRILE 2001 |
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Filippo è un gallo senza cresta, becca il mio FRESATO come se fosse granturco. Dopo la digestione macchinosa di quel becchime defecato dal petrolio produce la S.P.A.M. ( Seminiamo Panico a Milano).
Bene …ora si può partire per Bovina, il mio FRESATO non contiene coloranti.
Le opere, i quadri il robappiccicato su quel che c’è, c’è, aspettano già da tempo,la data è solo un pretesto, Milano ci aspetta da secoli. |
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Le mie mani afferrano un 150 x 100 telaio di 4cm rinforzato, lui fa resistenza, avrà messo radici....?
E’ qui da un anno, da quando l’ho varato con la firma; forse a lui Milano non interessa, preferisce la campagna.
Calma…non facciamoci prendere dal panico….. Ci ragiono un po’ sù... cerco di capire.
Ho trovato….. Non vuole uscire da solo.
Mi siedo allora al suo fianco e gli spiego con pazienza cos’è una MOSTRA. |
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Il 150 x 100 diventa una piuma , lo sollevo solo con il pensiero, anzi, mi ci siedo sopra: è un quadro volante che scalpita vivace sollevato dal suolo: finalmente ho la prova che Aladino è esistito per davvero.
Allungo le braccia e vendemmio, nel disordine sparso su tutto il pavimento del mio studio, un bel po’ di 30x40 su linoleum.
Il 150 x100 volante è un pozzo senza fondo, carico anche dei FRESATI su carta, dei 100 x 100 tecnica mista su tela e qualche olio su tela senza telaio.
Tutto trova posto e avanza anche dello spazio. Che capienza…..!!!!
Sono felice, ho quasi tutto, mi manca soltanto un Critico.
All’improvviso mi sento illuminato da una riflessione: con questo QUADROVOLANTE posso evitare la banale autostrada e tagliare diritto, direzione sempre Nord, bucando tutte le nuvole da qui fino a Milano con un reale risparmio di trentaseimilalire pari a17.5 Euro circa, eliminando i caselli dell’autostrada.
Strada facendo o meglio cielo facendo mi troverò anche un Critico, magari pure a buon mercato: in questo paese ogni minuto si genera un Critico fresco sotto ad ogni cavolo. |
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Volo verso l’orizzonte, sento il vento aderire al mio profilo. Guardo sotto di me: la campagna è incisa decisa, come una mappa topografica: è un acquaforte che occupa un infinita pergamena.
Sono un clone alla velocità del pensiero. Sono una bomba sparata da una mente-cannone.
Sono e questo mi basta……..sparato diritto fino a bucare ogni orizzonte. |
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Firenze vista dall’alto è un barboncino accovacciato, appena finisco la piana del Valdarno mi fa capolino abbiando: gli ho interrotto la siesta. Si sente guerriera, è convinta che fermerò questa mia corsa che trafigge ogni bianco batufolo sospeso nel cielo, altrimenti avrebbe nascosto velocemente la testa e se ne sarebbe stata zitta zitta, tenendo ferma anche la coda oltre al respiro.
Accelero e feroce la sorprendo: incomincio a girargli intorno sempre più stretto, sempre più vicino ai suoi confini.
La poverina alza il pelo e guaisce, cerca un buco dove rintanare lo sguardo.
La incalzo spavaldo, sono un accalappiacani inebriato da Brunello Di Montalcino, un fantino della scuderia Stato Vaticano che cavalca il purosangue Guernica, sono un Digimon proiettato in una Digievoluzione infinita.
Firenze non ha scampo: alza le zampe al cielo e mi porge la gola.
Scendo felice a increspare le acque dell’Arno, i turisti accalcati su Ponte Vecchio applaudono le mie acrobazie, sono tutti gli Abbagnale in un solo sospiro, sono Nuraiew che danza finalmente libero dalle perfide catene della forza di gravità.
Trafiggo come un fulmine amplificato Palazzo Vecchio, la stanca casa di Dante, gli Uffizzi e tutte le case popolari verso Scandicci, curvo poi largo e mi ritrovo quasi a trapassare il Museo Pecci di Prato: per mia fortuna il QUADROVOLANTE ha una tenuta perfetta, risponde pronto ai comandi e lo sfioro soltanto passandogli di lato. |
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T.P. è alla finestra, stà stendendo il bucato su di un filo semiarrugginito. Lo avvicino felice, ho trovato un Critico Casalingo: gira voce che siano i migliori, lavorano sui pregi e insabbiano i difetti, difendono convinti e decisi il sano valore della famiglia.
Lo saluto. Urca…!!!! Fà finta di non conoscermi….!!!!.
Gli svolazzo più volte davanti, gli lancio un paio di 40x30 fresato su cartoncino sperando di centrare la finestra aperta del suo appartamento e di accasarglieli così fra le pareti di casa, ma becco invece la facciata del palazzo e i poverini precipitano sulla strada.
Lui chiude veloce le persiane e mi insulta da lì dietro.
Potrei trapassare i muri del suo appartamento e piombargli nel salotto, ma in fondo lo capisco, ne ha piene le palle di tutta questa pittura che è sempre strati di colore delimitati da quattro confini.
“Di pittori questo paese ne ha prodotti abbastanza”
“Vattene bastardo….” mi urla mentre mi allontano.
Oggi mi sento di animo buono e poi c’è tanta strada da fare: quindi lo risparmio. |
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Riparto veloce e mi ritrovo dopo pochi isolati davanti alla porta di casa di D. P. Era su strada.
Suono il campanello ma nessuno risponde che anche lui mi abbia visto arrivare…?
I Critici stanno sempre allerta, sono sempre di vedetta.
Macchè… dimenticavo….è tremendamente sordo. Mi faccio invadente e trapasso.
Nessuno, all’interno la sua casa è un deserto, è un deserto racchiuso da muri deserti. Volo dentro ogni stanza ed incontro solo quattro mobili e pure brutti. Siamo onesti….è strano. Tutti quei muri, anche quelli del bagno sono spogli, neppure una piastrella sbeccata, solo strati verticali di intonaco e nuda calce bianca.
Questa casa è una parata di muri immacolati, di muri intatti, di muri illibati, di muri vergini, di muri mai trafitti da un chiodo.
Però a pensarci bene a nessuno piace portarsi il lavoro a casa.
Comunque, io vado di fretta, non posso aspettare e poi ora che mi ricordo bene D.P. non ha mai preso la patente e soffre di mal d’auto, m’avesse a vomitare sopra il QUADOVOLANTE. E’ meglio non rischiare.
Esco spedito e decido di deviare verso Est. |
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L’odore del mare è un lenzuolo che mi copre ogni poro, per un pò gli sto sopra e rincorro le sue onde, ma il loro andare infinito sempre uguale dopo poco mi aliena, così fuggo allora verso riva.
Incontro un affollato gruppo di cappelli di case. Là c’è la casa di E.B.. Ma io questa volta non plano, telefono.
Nel QUADOVOLANTE c’è proprio di tutto figuriamoci se può mancare il telefono.
Sei squilli, nessuno risponde. Si attiva una segreteria telefonica con la voce di E.B. registrata.
“Non sono in casa e questo è evidente… ma anche se ci fossi non risponderei… Questo per evitarmi un’inutile spreco di parole e di tempo. Ora che ho le prove che ogni minima traccia lasciata dall’uomo nel mondo è una ferita che infetta l’equilibrio dell’esistenza, sono in viaggio per cancellare ogni segno….Non cercatemi…Grazie…”
Ne approfitto, gli trapasso dentro l’appartamento, stacco un Severini copia appeso a fianco della piattaia sopra la madia in cucina e al suo posto ci piazzo un mio fresato 40x40 fondo rosso corrida,poi me ne esco a razzo, qui di sicuro il poverino non torna……con tutto il lavoro che ci ha da fare. Quest’opera è al sicuro….. |
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Basta… ho deciso ora mi lancio in direzione sempre Nord, nessuna fermata fino Milano.
Filippo è là che mi aspetta, sarà già con il naso all’insù a scrutare ogni angolo di cielo.
E poi io penso positivo…con quanti cavoli ci sono a Milano lo troverò là un Critico disoccupato. Io poi non sono mica razzista e ne accetterei anche uno extracomunitario e addirittura di colore. |
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La nebbia mi ingoia, sono arrivato finalmente. Metto il QUADOVOLANTE in automatico.
Atterro morbido sul marciapiede del Binario 11 della Bovisa, quello delle partenze locali, con un leggero ritardo di quindici minuti sull’orario annunciato: è un ritardo così misero che qui in questa sede ha del miracoloso….!!!
Qui di nebbia ce ne è talmente tanta che non si vede un cavolo…Concentro lo sguardo. Mi sforzo. Nessuno.
Metto a fuoco con fatica soltanto un grosso cartello illuminato. C’è scritto qualcosa.
Leggo.
VIETATO ATTRAVERSARE IL SISTEMA BINARIO.
Che sfiga…Sono bloccato…di qua non si passa… !!!
Torno indietro, cerco Filippo ma non trovo: sarà stato corroso dalla nebbia. Prendo dal QUADROVOLANTE il Kit obbligatorio per le emergenze, c’è un computer.
Lo accendo.Non bisogna mai disperare...
Proverò con un annuncio in Internet. |
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| aaaa….Critico cercasi….possibilmente automunito…….. |
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19 Febbraio 2001 |
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